“Al contadin non far sapere...”: cosa si nasconde dietro ai fagottini dell’Enoteca Osteria Dogana?MARZO 2019

Lo sentite anche voi? L’aria sta cambiando. C’è un profumo diverso: di germogli, di terra e delle prime, timide viole che si nascondono agli angoli delle case.

All’Enoteca Osteria Dogana si attende. Siamo qui e scalpitiamo, impazienti di iniziare a trasformare le primizie dell’orto in tanti nuovi piatti da aggiungere al nostro menu! Via libera alle erbe di campo spontanee, che diventano la base per torte salate, lasagnette e altre ricette inedite (ma di questo vi parleremo il prossimo mese!).

I carciofi sono al loro meglio, e il famoso flan con fonduta di Brie e granella di mandorle – un vero cavallo di battaglia fra gli antipasti della Dogana – non potrebbe essere più profumato e saporito di così!



Anche le pere sono dolci e succose, ed è proprio addentandone una che ho pensato con un sorriso a un piatto molto amato dai nostri doganieri: i Fagottini al contadin non far sapere...

Chi non conosce il famoso proverbio?

Tutti lo sanno: il contadino non deve assolutamente sapere quanto è buono il formaggio con le pere. In pochi, però, ne conoscono il motivo. E se ci si pensa un po' su, questo proverbio non è solo strano, ma contraddittorio.

Vuoi che proprio il contadino non conosca la bontà del formaggio – il cibo umile e popolare per eccellenza – accompagnato da una pera matura?

E così, continuando a sgranocchiare la mia pera, ho fatto una piccola ricerca sull’argomento. E ho scoperto che dietro a un semplice detto popolare si nasconde in realtà una storia di lotta di classe (qui non si scherza...).

Punto primo: l’abbinamento di frutta e formaggio è un’usanza medievale. Lo stesso Petrarca sapeva il fatto suo in merito, tanto da dedicare a questo “piatto” un verso poetico – “Addio l’è sera. Or su vengan le pera, il cascio e ‘l vin di Creti”.

Ma pera e formaggio appartenevano a due classi sociali molto diverse. La pera era un frutto difficile da conservare e divenne così un piacere effimero, che solo i signori potevano permettersi di gustare.

Quella del formaggio, invece, è tutta un’altra storia. Non mancava mai sulle tavole dei contadini, e spesso era l’unica fonte di proteine a cui attingevano durante la dura giornata di lavoro nei campi. Di conseguenza, il formaggio era visto come un cibo povero, non degno delle tavole signorili.

Ma allora da dove viene tutto questo intreccio fra i due?

Beh, arriviamo al secondo (e ultimo) punto della storia. Ovvero a quando si è passati dal gusto al buongusto, dal bisogno istintivo di nutrirsi al piacere di mangiare, che è un’attitudine culturale.

Il povero contadino non poteva certo essere il custode di una prelibatezza che solo i signori avevano il diritto di apprezzare.

Noi doganieri non siamo nobili, ma di certo non ci priviamo della bontà di questo abbinamento così antico. E ci viene il sospetto che nemmeno il contadino medievale sia stato alla regola imposta dal proverbio!

Quindi, cari doganieri, sfruttate il mese di marzo per gustarvi un piatto che si perde nella notte dei tempi, con un tocco creativo in più dato dalla spolverata di cacao amaro.



Ingrediente esotico, proprio come l’appuntamento con la Cucina letteraria di questo mese: Emilio Salgari e la cucina asiatica!

Segnate sul calendario: mercoledì 20 marzo (il 27 ci sarà la replica). Non vi sveliamo ancora nulla, ma state pronti a una cena davvero sopra le righe, da veri pirati della Malesia (e non è tanto per dire...). Spezie indiane, colori a profusione, sapori che scaldano il cuore: torneremo tutti bambini insieme a Sandokan, la tigre di Mompracem!

Mercoledì 3 aprile, invece, ci sar à la serata conclusiva del nostro Corso di cucina magica: “Amori, odori, orrori. O come Cappuccetto Rosso cucinò la nonna.”

Per celebrare l’inizio della primavera, ci saranno le buonissime erbe di campo spontanee di Vanessa, la raccoglitrice di Verdure sott’Oglio. Il nostro Marcello preparerà la torta che Cappuccetto portò alla nonna nel bosco (la sola e unica), ripiena di erbe spontanee e fiori deliziosi.

La serata diventerà ancora più magica grazie alla partecipazione dello scrittore Mario Ferraguti e del duo musicale dei Ridillo Bengi-Claudio Shiffer Zanoni, che eseguiranno alcuni brani storici del gruppo (Mangio amore vi dice niente?!).

Che volete che vi dica: all’Enoteca Osteria Dogana marzo lo festeggiamo alla grande!

 

PRENOTATE SUBITO per partecipare agli eventi telefonando allo 0376 598 054.

 

Arrivederci ad aprile, con tante novità…pasquali!

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