CRONACHE DI UNA SOMMELIER IN INGHILTERRA CAPITOLO 8: LIVERPOOL

Mi sono sempre meravigliata della mia capacità di sintesi, ma devo dire che cogliere l’essenza di Liverpool e riuscire a raccontarla in poche e semplici frasi, mi risulta davvero complicato. Quindi credo che mi limiterò a scrivere ciò che ho amato di questo luogo, in ordine sparso:
 
Ho amato le numerose birre al mitico Cavern Club ascoltando “Across The Universe”
 
Ho amato passeggiare tra i Docks, guardare il sole tramontare e respirare il fermento di una città in piena rinascita
 
Ho amato sapere che le scene di uno dei miei film preferiti dell’ultimo anno “Animali Fantastici e dove trovarli” sono state girate alla St. Georges Hall
 
Ho amato conoscere da vicino la storia dei Fabulous Four, scoprendola nelle vie della città, nei musei dedicati, nei locali e tra la gente
 
Ho amato Andrew, il tassista che mi ha accompagnato in albergo e che, con grande orgoglio, mi ha rivelato segreti curiosi: la sua energia ed il suo entusiasmo sono stati contagiosi
 
Ho amato anche la sfida tra Liverpool e Londra: sarà vero che l’orologio sopra al Royal Liver Building è più grande del Big Ben?
 
Ho amato anche l’installazione di "Another Place" a Crosby Beach: un centinaio di statue di ferro (nude!) disseminate sulla lunga spiaggia di sabbia a rappresentare il rapporto che lega l’uomo al mare ed alla natura. 
 
Ho amato conoscere la numerosissima comunità cinese, la quale ha regalato a Liverpool, il più grande arco del paese, per segnalare l’ingresso a China Town
 
Ho amato ritrovarmi a cantare “All you need is love” con altre centinaia di persone al Merseyside Festival.
 
Ho amato le ostriche di West Kirby e la passeggiata a piedi nudi su un sentiero “letteralmente in mezzo al mare”
 
Ho amato scoprire la storia della prima volta in cui Ringo Star suonò con i Beatles: eh no, non la batteria, ma le MARACAS
 
Ho amato le 3 Grazie: i tre imponenti palazzi che dominano il porto ed il Fiume Mersey
 
Ho amato riconoscere nell’edificio che ospita il Museo della Città, una copia del Grande Computer, il famoso cervellone del libro che è sul mio comodino in questo momento: La guida galattica per autostoppisti.
 
Ho amato perdermi tra i vicoli pieni di locali e musica, e andare mille volte avanti e indietro solo per cercare il Cavern (ancora e ancora...)
 
Ed ho amato la mia febbre a 39, durata giusto la notte prima del rientro in Italia: un modo per chiudere un capitolo della vita e per rinascere dalla ceneri… come l’araba fenice, o con maggiore fantasia, come il mitologico Liver Bird, animale simbolo di questa magica città.
 
Ci rivedremo presto amata Inghilterra, giusto il tempo di un saluto a casa e di un bicchiere di Lambrusco...
 

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