DA SAN MARCO ALLA DOGANALa storia dei 40 anni del Dogana in pillole.

Che poi è  anche un itinerario veneziano. E la cosa c'entra. 
Qui si narra la storia di una dinastia di lungo corso: i Varini di Bondanello. Ab antiquis, si sono sempre occupati delle faccende terrene e ultra terrene dei loro compaesani: campanari seppellitori pollivendoli, questi gli avi, poi baristi e ristoratori. A Bondanello stavano appena giù dall'argine, giusto all'ingresso del paese, nel caffè San Marco, una denominazione che ricordava antichi passaggi di barconi veneziani che risalivano il Po e il Secchia fino a Modena e trovavano al Chiavicone di Bondanello un porto, un mulino e qualche altro ristoro.
Negli anni del boom arrivano Fermo e Silvana. Lui prendeva dal nome manzoniano proprio l'esuberanza e i "fumini" di Tramaglino; lei, rossa discendente di qualche divinità boschiva, moltiplico'
Ben presto le sue arti e i suoi talenti nello spazio ristretto del retro banco per qui fondare la sua leggenda ancorata alle paste ripiene e agli intingoli succulenti. Anni, quelli, di improvvisati banchetti nelle notti invernali fatte di fumo e di carte giocate allo sfinimento, di cene eleganti al tempo delle mimose, di ricevimenti ufficiali alla presenza del completo  "sindaco prete maresciallo farmacista e dottore".
Poi il salto a Moglia anzi, il salto di Moglia per approdare più in là,  sul confine tra Moglia e Novi, Mantova e Modena,  Lombardia e Emilia. Qui un improbabile chalet - che ci fa uno chalet nella bassa? voi direte - in cui per anni si celebrano i riti pagani di una vera cucina casalinga. Intanto i figli crescono. Leopoldo e Alfredo,  si chiamano i maschi, le figlie Clive e Dea, che  si sposano senza uscire mai del tutto dalla cucina di Silvana. Ecco, i nomi sono tutto un programma, a partire dal cognome: Varini.  Sanno di nord: Celti, Galli Boi, Sassoni...Fatto sta che sono arrivati alla Dogana,  un tempo austriaca. Ecco spiegato lo chalet! Malfidenti!
Poldo e Sandra qua dentro non sono invecchiati abbastanza da cancellare il cammeo di quando erano fidanzatini adolescenti immortalati sul "Bundanel sot'sira " con il titolo di una canzone "Io e te da soli....senza la Giorgia". Poldo non è invecchiato abbastanza da lasciar sbiadire le immagini di quando giocava a tennis e a calcio con rara eleganza.
E ora è il turno di Gloria, Gerardo, Leoluca e Marcello con la loro storia tutta da scrivere.
In quarant'anni il Dogana ha cambiato pelle molte volte ma rimane, entrando, l'impressione che c'è  sempre qualcuno che si prenderà cura di te, e  senza fare tante storie.
Gloria al Dogana!

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