Si può essere turisti a Moglia?LUGLIO 2020

Un tour tra paesaggi verdeacqua e cibi che sanno di casa

Dopo tanti proclami, i fatti: il 93% degli italiani ha scelto per questa estate una meta in Italia per le proprie vacanze.

Ci dicono che, nei prossimi mesi, privilegeremo un turismo fatto di cose semplici: paesaggi, cibo, vini locali e passeggiate nella natura saranno un vero e proprio valore aggiunto alle nostre ferie estive.

E allora qui in osteria ci siamo detti, perchè non raccontare le nostre terre? Luoghi di interesse naturalistico, storico e gastronomico, ideali per quelle persone che cercano bellezze naturali, silenzio e lentezza.

Ed allora: Piacere, siamo Moglia.

Premessa.

Negli anni successivi al terremoto del 2012 nacque qui un comitato “Moglia2015” di promozione del territorio mogliese che diede vita ad una manifestazione in collaborazione con il Comune chiamata “Piacere Moglia”.

In quella occasione la nostra Prof Agnese Benaglia scrisse un emozionante testo dedicato al paese, grazie al quale venne girato un video estremamente suggestivo con la voce di Gloria e le musiche del violoncellista Marco Remondini.

Oggi, visto che l’edizione di giugno 2020 è saltata per le motivazioni che tutti conosciamo, vorremmo essere noi il motore propulsivo della rinascita del territorio, e vorremmo parlarvi delle nostre radici naturali.

Geografia.

Siamo nel territorio di Moglia, e fra corsi d’acqua, argini, canali, ponti, monumenti idraulici, prende vita il Museo Lineare delle Bonifiche, un percorso ciclopedonale (inserito nel programma Eurovelo) alla ricerca dei segni della bonifica che ci caratterizzano.

La peculiarità geografica di Moglia consiste infatti nel trovarsi alla confluenza di molti canali di bonifica gravitanti intorno al fiume Secchia.
I manufatti idraulici di grande pregio architettonico, i corsi d’acqua, gli argini, testimoniano la lunga storia di una terra strappata alle acque dal lavoro di generazioni. Durante i 14 km dell’itinerario si possono individuare i luoghi che conservano la memoria del territorio mogliese: strade tracciate dai romani, antiche corti rurali, il nodo idraulico di Mondine, il Chiavicone, l’ex Magazzino di Bondanello.
Piazza della Libertà, nel centro di Moglia, ospita invece la sede fissa del museo, una unica sala a piano terra che raccoglie documenti e materiali iconografici per informare sull’importanza delle opere di Bonifica, nella storia e nella cultura di questa terra.

Il paesaggio di Moglia è color verdeacqua.

Le geometrie cartesiane delle campagne coltivate, oggi secondo le tecniche più moderne, si alternano alla esuberanza di una natura fascinosamente creativa lungo le rive del Secchia e dei canali di bonifica, per i viottoli di campagna e le piccole strade periferiche, così come nelle molte corti e case rurali abbandonate, silenti testimoni di un’antica cultura.

Cucina.

Ed infine noi.
Ovviamente non siamo l’unico posto dove poter assaporare il gusto del territorio mogliese, ma certamente siamo uno dei più antichi.

Se chiedete ad un mogliese dove mangiare un buon piatto di cappelletti, vi risponderanno “Vai al Bar Dogana!” Eh già, perchè per il proprio paese non si cambia mai, si resta sempre ciò che si è stati in passato, o meglio, si resta sempre ciò che nella memoria collettiva ha segnato un’epoca.

E noi, modestamente, l’abbiamo segnata.
Dagli anni ’50 in poi l’osteria è stata un punto di riferimento per generazioni di giovani e meno giovani: si mangiavano i cappelletti della buonanotte, si stava con gli amici davanti al juke-box, si prendeva la pizza alla domenica, si giocava anche alle carte…

Insomma si stava bene.
Quello stesso star bene che tutti ricerchiamo ancora oggi: la scoperta di un tempo lento ricco di profumi e sapori, che riconduce la nostra mente ed il nostro cuore (ancora una volta) a casa.

Per i testi su Moglia si ringrazia A. Benaglia. Foto: E. Foglia. Video: Papotti

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